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Wednesday, 29 July 2020 12:40

Cosa ha detto davvero Andrea Bocelli in Senato?

E' da qualche giorno che al centro delle polemiche c'è il tenore Andrea Bocelli che è stato invitato a parlare al convegno sul Covid-19 senato. La polemica riguarda una presunta presa di posizione negazionista molto strana dal momento che anche Andrea Bocelli si è ammalato di corona virus contagiando anche la famiglia. Non solo: il tenore è stato nei mesi scorsi in prima linea per la battaglia contro il Covid-19attraverso la sua ABFoundation, promuovendo la raccolta fondi a favore di chi combatte in prima linea contro la pandemia e ha partecipato a numerosi eventi per la sensiblizzazione sul tema insieme a Lady Gaga e James Corden e in occasione della Pasqua. Si era inoltre espresso in alcune dirette insieme a Chiara Ferragni e Fedez e ha donato il plasma. Allora perchè ha pronunciato parole così fraintendibili? 

La risposta è probabilmente un semplice scivolone di circostanza in un convegno presieduto da Salvini, Sgarbi ecc. 

 

Queste le parole pronunciate: “Ho cercato di analizzare la realtà e mi sono reso conto che le cose non erano così come ci venivano raccontate. – ha detto Bocelli I primi confronti li ho avuti in casa esprimendo qualche dubbio ma sono stato fustigato, i primi ad attaccarmi sono stati i miei figli, ma mentre il tempo passava, io conosco un sacco di gente, ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità?”. Poi l’affondo: “Mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa. Devo anche confessare, e lo faccio qui pubblicamente, di aver anche in certi casi disobbedito volontariamente a questo divieto. Non mi sembrava giusto né salutare. Ho una certa età e ho bisogno di sole e di vitamina D”. 

 

Guarda il video

 

Dopo le seguenti dichiarazioni si è scusato. 

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Da qualche ora sono partite delle segnalazioni sui social da parte di utenti che hanno notato nelle impostazioni del proprio telefono una nuova voce: "Notifiche di esposizione al Covid-19". Già era in programma la diffusione dell'app "Immuni" che sarà disponibile in Italia tra qualche settimana e potrà tracciare gli spostamenti e lo stato di salute delle persone. Ciò che ha fatto preoccupare chi si è accorto di questa nuova voce è che Google non ha dato alcun avviso di questa modifica ed è stata subito polemica virale sui social. 

In realtà la nuova funzione si è installata insieme agli aggiornamenti automatici dei sistemi operativi Android e iOS e non si può eliminare, ma è possibile scegliere se abilitarla o meno tramite la funzione bluetooth, unica tecnologia in grado di rilevare la distanza tra de dispositivi. Inoltre il contact tracing non è in grado di fornire nessuna informazione senza l'app di governo, nel caso dell'italia "Immuni". Quindi nessun complotto. 

Per verificare se la funzione è stata installata automaticamente anche sul vostro dispositivo andare in Impostazioni, scendere fino a Google e cliccare. Le notifiche di esposizione al Covid-19 di Google  sono la prima voce in elenco. 

 

  

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Dal 21 maggio in Campania potranno riaprire anche ristoranti e pizzerie,  tra dubbi e paure, ma con tanta voglia di ricominciare. Fin ora qualche attività ha potuto organizzarsi offrendo un servizio di delivery e asporto, mentre da domani potranno ospitare al meglio i clienti nel massimo rispetto delle norme di distanziamento sociale e igiene. Domani a mezzogiorno prima di aprire per pranzo, i gestori e tutto lo staff di ogni ristorante dei locali di via Caracciolo a Napoli si disporrà in fila per ricordare in un minuto di silenzio le vittime del Covid 19 e ringraziare con un applauso tutti gli infermieri e le organizzazioni che in questi mesi hanno aiutato moltissime persone in difficoltà facendo il possibile per non lasciare nessuno indietro. 

Una bella iniziativa  prima di tornare in campo, rialzasi e tornare più forti e uniti di prima. 

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Immuni è l'app italiana per cellulari ( con SO Android e iOS) nata per monitorare gli spostamenti di ogni cittadino e le sue condizioni di salute e aiutare a contrastare la diffusione del Covid-19 nella fase 2.

E' così che la vicenda del Corona virus prende ancora di più le sembianze di un film di fantascienza. Verrebbe da immaginarsi un mega-videogioco in cui ognuno dovrà controllare lo stato di salute di chi si trova di fronte prima di avvicinarsi o scansarsi. 

Scherzi a parte, l'app è ancora in sperimentazione ma ecco alcune F.A.Q. a cui possiamo già rispondere:  

 

 

E' obbligatorio scaricare "Immuni"? 

No, ma almeno il 60% della popolazione dovrebbe usufruirne affinché funzioni 

 

Sarà gratuita? 

Si, scaricabile dagli stores Google Play per Android e Apple Store per iOS.

 

E' già disponibile? 
Solo in alcune regioni italiane è in via di sperimentazione, dovrebbe essere disponibile per tutti a partire dai primi di maggio. 

 

Come funziona Immuni? 

Anche se il funzionamento è ancora da chiarire, pare che l'app si serva di una tecnologia bluetooth per rilevare gli spostamenti e la vicinanza con altri utenti. Ognuno potrà registrarsi attraverso i propri dati personali e il proprio diario sanitario. 

 

E' vero che l'app potrebbe violare la privacy dei dati personali? 

No, ogni app per legge DEVE tutelare i dati personali prima di essere attivata e diffusa 

 

Perché si pensa di utilizzare dei braccialetti localizzatori? 

Per agevolare gli anziani che non hanno dimestichezza con la tecnologia e che comunque manifestano la volontà di entrare a far parte del programma. 

 

Per ulteriori aggiornamenti seguite le nostre trasmissioni su Radio Più.

 

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E' l'esperienza di Davide, infermiere domiciliare di professione, riportata in un post su Facebook in cui spiega di essersi spostato dalla propria abitazione per soccorrere una delle sue pazienti. Al ritorno dalla sua prestazione si è imbattuto in un posto di blocco per il controllo degli spostamenti in seguito all'ordinanza relativa al Covid-19. Gli agenti di polizia che che non hanno voluto credere alle sue motivazioni, consegnandogli una salatissima multa di 533,33 euro. Scrive: 


"Giunto a Piazza Medaglie d'oro vengo fermato da una volante della polizia, un normale controllo penso, mi accosto gli dico che sono un infermiere, mostro il tesserino dell'OPI ,i miei documenti e quelli dell'auto. I poliziotti in questione iniziano a farmi delle domande, vogliono sapere cosa facevo per strada, dove ero stato e dove dovevo andare. Gli spiego che ero stato da un paziente e che stavano rientrando al mio domicilio.
Loro insistono dichiarando che è strano che di domenica pomeriggio sia in giro a fare una prestazione sanitaria, faccio presente che nel mio lavoro non esistono le domeniche o i festivi e che se qualcuno ha bisogno io ci vado. Continuano a farmi le domande e mi chiedono l'autorizzazione, faccio presente che non la posseggo e che possono tranquillamente darmelo loro, insistono nel sapere da dove provenivo e mi costringono a dire nome e indirizzo della paziente (non so se dovevo farlo visto le leggi sulla privacy).
Ad un certo punto mi chiedono perché non indosso la mascherina, faccio presente che non è obbligatorio indossarla nell'abitacolo della propria auto e che era adagiata su una garza sul sedile, loro insistono che devo indossarla e io faccio presente ad uno dei due agenti che il collega stava maneggiando i miei documenti senza i guanti monouso, iniziano a minacciarmi dicendomi che devono farmi la multa, io continuo a dire che stavo rientrando da una prestazione sanitaria e che questa situazione era paradossale.
Dopo circa 30 minuti di fermo mi consegnano un verbale di 533,33 euro, ridotta del 30% se pagata entro 30 giorni.
Alla descrizione dell'infrazione l'agente ha scritto "che violava le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemiologico, lasciando senza giusto motivo il proprio domicilio/dimora, risultava infatti che fosse in atto uno spostamento non motivato da esigenze lavorative". Naturalmente contesto per iscritto che in realtà le esigenze lavorative esistevano visto che avevo svolto una prestazione sanitaria.

Morale della storia torno a casa con un verbale da 533,33 euro per aver svolto il mio lavoro.

Sui social è subito polemica, ma intanto da Turbigo (Mi) un uomo posta un altro video su Facebook in cui si vanta di aver raggirato gli agenti del posto di blocco facendosi passare per infermiere, in cui ironizza aggiungendo "Mi hanno fatto il saluto militare e mi hanno detto 'grazie per quello che fa'. E pensare che ho pure bevuto"

Per fortuna l'uomo è stato riconosciuto, fermato e sanzionato. 

   

Guarda il post di Facebook di Davide

Guarda il video del finto infermiere 

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