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E' l'esperienza di Davide, infermiere domiciliare di professione, riportata in un post su Facebook in cui spiega di essersi spostato dalla propria abitazione per soccorrere una delle sue pazienti. Al ritorno dalla sua prestazione si è imbattuto in un posto di blocco per il controllo degli spostamenti in seguito all'ordinanza relativa al Covid-19. Gli agenti di polizia che che non hanno voluto credere alle sue motivazioni, consegnandogli una salatissima multa di 533,33 euro. Scrive: 


"Giunto a Piazza Medaglie d'oro vengo fermato da una volante della polizia, un normale controllo penso, mi accosto gli dico che sono un infermiere, mostro il tesserino dell'OPI ,i miei documenti e quelli dell'auto. I poliziotti in questione iniziano a farmi delle domande, vogliono sapere cosa facevo per strada, dove ero stato e dove dovevo andare. Gli spiego che ero stato da un paziente e che stavano rientrando al mio domicilio.
Loro insistono dichiarando che è strano che di domenica pomeriggio sia in giro a fare una prestazione sanitaria, faccio presente che nel mio lavoro non esistono le domeniche o i festivi e che se qualcuno ha bisogno io ci vado. Continuano a farmi le domande e mi chiedono l'autorizzazione, faccio presente che non la posseggo e che possono tranquillamente darmelo loro, insistono nel sapere da dove provenivo e mi costringono a dire nome e indirizzo della paziente (non so se dovevo farlo visto le leggi sulla privacy).
Ad un certo punto mi chiedono perché non indosso la mascherina, faccio presente che non è obbligatorio indossarla nell'abitacolo della propria auto e che era adagiata su una garza sul sedile, loro insistono che devo indossarla e io faccio presente ad uno dei due agenti che il collega stava maneggiando i miei documenti senza i guanti monouso, iniziano a minacciarmi dicendomi che devono farmi la multa, io continuo a dire che stavo rientrando da una prestazione sanitaria e che questa situazione era paradossale.
Dopo circa 30 minuti di fermo mi consegnano un verbale di 533,33 euro, ridotta del 30% se pagata entro 30 giorni.
Alla descrizione dell'infrazione l'agente ha scritto "che violava le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemiologico, lasciando senza giusto motivo il proprio domicilio/dimora, risultava infatti che fosse in atto uno spostamento non motivato da esigenze lavorative". Naturalmente contesto per iscritto che in realtà le esigenze lavorative esistevano visto che avevo svolto una prestazione sanitaria.

Morale della storia torno a casa con un verbale da 533,33 euro per aver svolto il mio lavoro.

Sui social è subito polemica, ma intanto da Turbigo (Mi) un uomo posta un altro video su Facebook in cui si vanta di aver raggirato gli agenti del posto di blocco facendosi passare per infermiere, in cui ironizza aggiungendo "Mi hanno fatto il saluto militare e mi hanno detto 'grazie per quello che fa'. E pensare che ho pure bevuto"

Per fortuna l'uomo è stato riconosciuto, fermato e sanzionato. 

   

Guarda il post di Facebook di Davide

Guarda il video del finto infermiere 

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