Violenza sessuale aggravata nei confronti di minore, in manette un 20enne
Scritto da Pasquale il 14/04/2023
All’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Benevento, gli investigatori della Squadra Mobile della locale Questura, nel primo pomeriggio odierno,
hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari,
emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura
della Repubblica, nei confronti di un ventenne residente in provincia di Benevento, gravemente
indiziato dei reati di violenza sessuale aggravata nei confronti di minore, atti persecutori, rapina e lesioni
personali aggravate.
Tali delitti risultano aggravati dalle circostanze di esser stati commessi nei confronti di persona minore
di età, con cui aveva avuto una relazione affettiva, e di aver profittato di circostanze di tempo, di luogo
e di persona tali da ostacolare la difesa della vittima in quanto realizzava le condotte nei confronti di
una minore di anni 18, sua ex fidanzata e a lui fortemente legata dal punto di vista psicologico ed
emotivo al momento dei fatti. Le indagini venivano avviate a seguito della denuncia sporta nel
settembre 2022 proprio dalla minore che, negli Uffici della Squadra Mobile, denunciava gravissimi reati
subiti negli ultimi due anni e in particolare, una violenza sessuale subita il giorno prima. La ragazzina nel
corso della verbalizzazione dichiarava che dal 2020 veniva continuamente minacciata e molestata da un
giovane maggiorenne con il quale aveva intrapreso una relazione sentimentale e che l’aveva fatta
sprofondare in uno stato di soggezione psicologica, tale da cagionarle un perdurante e grave stato di
ansia e paura, ingenerandole un fondato timore per l’incolumità propria e per quella degli altri
componenti della famiglia, nonché costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita. Dichiarava
che, nel corso del tempo la induceva finanche a compiere atti di autolesionismo mentre si riprendeva
con il cellulare in diretta e le usava violenza per controllarne i movimenti e per controllare le chat delle
applicazioni e la galleria immagini esistenti sul suo cellulare.
Le condotte dell’uomo, per le quali si ritengono sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, si verificavano
nel corso di un arco di tempo apprezzabile, a partire dall’anno 2020 e si declinavano in un logorante
sistema di pressione fisica e psicologica realizzato ai danni della minore e sfociato talvolta in aggressioni
fisiche. In particolare, in una circostanza l’indagato aveva dapprima aggredito fisicamente la minore
colpendola con schiaffi e pugni al volto per sottrarle il cellulare e poi l’aveva costretta con forza a
consumare plurimi rapporti sessuali.
L'indagine, sorta, come si è detto, dalla denuncia presentata dalla minore, si è articolata, attivando anche
il “percorso rosa”, nell’audizione della minore stessa, in presenza di ausiliari esperti in psicologia; nella
acquisizione di files audio e immagini presenti sul suo telefono; nella acquisizione dei referti medici
relativi alle lesioni patite e al suo stato di pressione psicologica; nonché nell’acquisizione di informazioni
dalle persone a lei vicine.